Guardarti amore, vederti vivere tra i tuoi teneri cani e gatti
e il tuo vecchio Lusignol che non galoppa più
è vita anche per me.
Come un mattino tu sei
come un levar del sole
un profumo di viole
e non sottile ahimè, meglio, lo struggente sentire
al pensier di doverti lasciare
un giorno non lontano.
Ti verrò a salutare se potrò
ti resti sennò
questa ardente intenzione di sopravvivermi in te
dalle mie ceneri un soffio
in un tuo mattino, magari d'aprile.
Giorgio Albertazzi
Prima il dovere, poi chiamatemi.